{"id":18389,"date":"2026-03-03T14:25:31","date_gmt":"2026-03-03T13:25:31","guid":{"rendered":"https:\/\/osapiens.com\/it\/?p=18389"},"modified":"2026-03-03T14:25:33","modified_gmt":"2026-03-03T13:25:33","slug":"nuovo-studio-osapiens-reporting-di-sostenibilita-dopo-omnibus-ue-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/osapiens.com\/it\/company-news\/nuovo-studio-osapiens-reporting-di-sostenibilita-dopo-omnibus-ue-2026\/","title":{"rendered":"Lo studio di osapiens: 9 aziende su 10 tra quelle escluse dagli obblighi normativi (CSRD) andranno avanti volontariamente con le attivit\u00e0 di reporting."},"content":{"rendered":"\n
Milano,\u00a004\u00a0marzo\u00a02026<\/strong>\u202f\u2013\u00a0Le aziende europee scelgono in modo netto di\u00a0andare avanti con\u00a0la rendicontazione\u00a0sulla\u00a0sostenibilit\u00e0 nonostante\u00a0molte\u00a0siano state escluse dagli obblighi previsti dal pacchetto di semplificazione Omnibus\u00a0I\u00a0dell\u2019UE.\u00a0Ecco\u00a0quanto emerge dallo studio\u00a0di\u00a0osapiens<\/strong><\/a>, azienda leader nello sviluppo di software\u00a0enterprise\u00a0per una crescita sostenibile, dal titolo\u00a0\u201c<\/em>Beyond Compliance:\u00a0Sustainability\u00a0Reporting After the Omnibus<\/em><\/a>\u201d<\/em>. Nello specifico, il 90% delle imprese non pi\u00f9 soggette agli obblighi della\u00a0direttiva\u00a0CSRD intende mantenere o addirittura ampliare le proprie attivit\u00e0 di\u00a0reporting sul tema in questione. Un dato che evidenzia come, per molte organizzazioni, il reporting non sia pi\u00f9 soltanto un obbligo normativo, ma una leva strategica di gestione e sviluppo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n L\u2019Omnibus ridefinisce chi \u00e8 obbligato a rendicontare, ma non modifica la necessit\u00e0 di gestire i rischi legati alla sostenibilit\u00e0. I risultati mostrano infatti che questo tipo di rendicontazione \u00e8 ormai integrata nei processi decisionali per supportare la gestione del rischio, orientare l\u2019allocazione del capitale e rafforzare il dialogo con investitori, clienti e partner. <\/p>\n\n\n\n I dati sulla sostenibilit\u00e0 sono utilizzati attivamente in decisioni aziendali ad alto impatto relativamente a: <\/p>\n\n\n\n Gli intervistati hanno, inoltre, identificato alcuni dei principali benefici derivanti dalle attivit\u00e0 di rendicontazione di sostenibilit\u00e0. Tra questi: una maggiore visibilit\u00e0 sui rischi climatici, operativi e di gestione della supply chain (49,2%); maggiore fiducia degli investitori grazie a informazioni verificabili (43,8%); risposta efficace ai requisiti di audit e reporting di clienti e partner (43,8%); migliore integrazione tra decisioni finanziarie e di sostenibilit\u00e0 (43,3%). <\/p>\n\n\n\n Nonostante il forte impegno nel breve termine, i dati evidenziano una tensione strutturale. Come detto il 90% delle organizzazioni che non hanno obblighi intende continuare a rendicontare, eppure l\u201984,5% prevede che la riduzione della pressione normativa porter\u00e0, nel tempo, a una riduzione delle risorse interne dedicate alla rendicontazione di sostenibilit\u00e0. Le principali criticit\u00e0 segnalate sono: vincoli di budget (43%); sistemi informativi frammentati (40,7%); scarsa integrazione tecnologica (31%); mancanza di una chiara attribuzione delle responsabilit\u00e0 interne (29,07%). Ne deriva quello che lo studio definisce un \u201cparadosso della sostenibilit\u00e0\u201d: un\u2019alta consapevolezza del valore strategico del reporting combinata con una possibile contrazione delle risorse a disposizione. In questo scenario, automazione e gestione centralizzata dei dati diventano elementi decisivi per garantire qualit\u00e0 e continuit\u00e0 del reporting. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente rilevante in un contesto di crescente frammentazione normativa nella rendicontazione volontaria, con le aziende chiamate a confrontarsi con molteplici framework tra cui VSME, CCF, GRI e ISSB. <\/p>\n\n\n\n Andreas Rasche, Professore presso la Copenhagen Business School<\/strong>, osserva: \u201cI risultati indicano una chiara preferenza per la continuit\u00e0 della rendicontazione tra le imprese esentate dal pacchetto Omnibus I. Questo rafforza il ruolo della rendicontazione volontaria e delle strategie che vanno oltre la conformit\u00e0 normativa nell\u2019agenda futura sulla sostenibilit\u00e0\u201d.<\/em> <\/p>\n\n\n\n Alberto Zamora, Co-Founder e Co-CEO di osapiens<\/strong>, aggiunge: \u201cNegli ultimi anni il percorso normativo \u00e8 stato lineare: pi\u00f9 requisiti e pi\u00f9 aziende coinvolte. Il pacchetto Omnibus ha invertito questa tendenza. Tuttavia, i dati dimostrano che, anche in assenza di un obbligo, le aziende non arretrano. Hanno compreso che il reporting non \u00e8 solo una questione conformit\u00e0, ma uno strumento essenziale per comprendere i rischi, allocare il capitale e crescere in modo sostenibile\u201d.<\/em> <\/p>\n\n\n\n Lo studio conferma che la rendicontazione di sostenibilit\u00e0 resta centrale nella gestione del rischio e della reputazione aziendale, anche in un contesto di minore pressione regolatoria. Sempre pi\u00f9 spesso rappresenta un requisito di mercato, utile per accedere ai finanziamenti, rispondere alle richieste della supply chain e orientare decisioni operative e strategiche sulla base di dati affidabili. <\/p>\n\n\n\nDalla conformit\u00e0 al vantaggio competitivo<\/strong> <\/h2>\n\n\n\n
Principali risultati dello studio<\/strong> <\/h3>\n\n\n\n
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Il paradosso della sostenibilit\u00e0<\/strong> <\/h2>\n\n\n\n