Community
osapeers.org
Tempo di lettura 6 min.
Informazioni su questo articolo

Jessica Hollfelder
AutoreCategorie assegnate
I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) si collocano all’intersezione tra preoccupazioni ambientali, regolamentazione chimica e sicurezza dei prodotti. La loro persistenza e i potenziali effetti sulla salute hanno determinato un’intensificazione del controllo normativo in tutta l’UE e a livello globale. Nel contesto del PPWR, i PFAS assumono particolare rilevanza per gli imballaggi a contatto con gli alimenti, dove le aspettative in materia di sicurezza chimica sono più elevate e i requisiti della documentazione più esigenti. Pur non introducendo un divieto assoluto dei PFAS, il PPWR ridefinisce in modo sostanziale ciò che le aziende devono conoscere e dimostrare riguardo ai propri imballaggi.
Per molte organizzazioni, questo rappresenta un cambiamento di mentalità. Spesso, le considerazioni sui PFAS venivano gestite sulla base di ipotesi o di controlli normativi circoscritti. Con il PPWR, questo approccio non è più sufficiente. Le aziende devono accertare la presenza di PFAS negli imballaggi interessati ed essere in grado di dimostrare la conformità laddove si applicano i limiti. In questo contesto, la mancanza di evidenze chiare diventa essa stessa un rischio.
Il PPWR colloca i requisiti sui PFAS principalmente nell’ambito della sicurezza chimica degli imballaggi a contatto con gli alimenti. Le aziende devono identificare quali formati di imballaggio rientrano nell’ambito di applicazione, valutare la composizione dei materiali e documentare l’eventuale utilizzo di sostanze chimiche. Qualora siano presenti, è necessario verificare che queste rimangano entro i limiti consentiti.
Tale obbligo non dipende né dall’intenzione né dalla probabilità di utilizzo dei PFAS. Se non è possibile escludere in modo affidabile la loro presenza, le aziende sono tenute a indagare e documentare i risultati. Ciò significa che l’incertezza deve essere risolta attraverso la raccolta di dati, la verifica o la sperimentazione. Il PPWR rende pertanto i PFAS non più una preoccupazione marginale, ma un aspetto di compliance da documentare.
I PFAS raramente si trovano dove le aziende se li aspettano. Spesso vengono utilizzati nei rivestimenti, negli strati barriera, negli inchiostri e nei coadiuvanti di processo, ambiti in cui la trasparenza dei materiali è limitata e la documentazione risulta frammentata. Molte organizzazioni non hanno piena tracciabilità oltre i propri fornitori di primo livello, che a loro volta possono avvalersi di subfornitori per componenti o processi critici.
Di conseguenza, le dichiarazioni sui PFAS sono spesso incomplete, non aggiornate o basate su presupposti generici. Con il PPWR, queste lacune diventano evidenti e rischiose. Le aziende devono dimostrare di avere il controllo sui propri materiali di imballaggio, anche quando le informazioni rilevanti si trovano a diversi livelli a monte della supply chain.
La conformità ai PFAS rivela se l’approccio PPWR di un’azienda è solido o superficiale. Le organizzazioni che si affidano a richieste ad hoc ai fornitori, a documentazione frammentaria o a conferme informali andranno presto incontro a dei limiti. Gli stessi gap nei dati che complicano le valutazioni di riciclabilità o di minimizzazione possono diventare determinanti quando è in gioco la sicurezza chimica.
In questo senso, i PFAS non rappresentano un’eccezione al PPWR, ma piuttosto un vero e proprio stress test. Le sostanze rivelano se i dati sugli imballaggi sono strutturati, se la collaborazione con i fornitori è efficace e se i processi di conformità possono resistere ai controlli. Le aziende che riscontrano difficoltà con i PFAS spesso incontrano ostacoli simili nell’implementazione complessiva del PPWR, in quanto entrambi fanno affidamento sulle medesime capacità di base.
Il PPWR rappresenta solo una parte del panorama normativo in rapida evoluzione per i PFAS. Le restrizioni previste dalle normative REACH e POP, nonché i divieti nazionali e le iniziative internazionali, continuano ad aumentare. Pertanto, considerare i PFAS come un’attività PPWR autonoma può generare duplicazioni e inefficienze.
Al contrario, i dati strutturati sui PFAS raccolti nell’ambito del PPWR possono supportare la conformità a più normative. Quando le informazioni importanti su materiali, fornitori e test vengono gestite in un unico luogo, le aziende possono rispondere in modo più efficiente ai requisiti imposti da diverse normative, riducendo il rischio di divulgazioni incoerenti.
Un approccio sistematico è essenziale per ridurre i rischi legati ai PFAS. In pratica, significa definire un processo chiaro e graduale che copra tutti i punti di controllo critici della compliance:
Con la fiducia di oltre 2.200 aziende in tutto il mondo, l’osapiens HUB supporta le aziende nella gestione dei PFAS all’interno dei loro più ampi sforzi di conformità dei prodotti. Centralizzando dati sui materiali, dichiarazioni dei fornitori e risultati dei test, le organizzazioni possono avere una visione completa del proprio portfolio di imballaggi, riducendo le duplicazioni tra le normative.
Questo approccio integrato consente alle aziende di affrontare i PFAS come parte di un quadro di conformità scalabile che oggi supporta il regolamento sui prodotti di imballaggio (PPWR) e prepara alle normative chimiche future.
Se desiderate una guida più approfondita su come affrontare i PFAS, scaricate la Guida PFAS di osapiens e scoprite strategie concrete per la gestione dei rischi dei PFAS negli imballaggi e nella conformità dei prodotti.