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Milano, 04 marzo 2026 – Le aziende europee scelgono in modo netto di andare avanti con la rendicontazione sulla sostenibilità nonostante molte siano state escluse dagli obblighi previsti dal pacchetto di semplificazione Omnibus I dell’UE. Ecco quanto emerge dallo studio di osapiens, azienda leader nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, dal titolo “Beyond Compliance: Sustainability Reporting After the Omnibus”. Nello specifico, il 90% delle imprese non più soggette agli obblighi della direttiva CSRD intende mantenere o addirittura ampliare le proprie attività di reporting sul tema in questione. Un dato che evidenzia come, per molte organizzazioni, il reporting non sia più soltanto un obbligo normativo, ma una leva strategica di gestione e sviluppo.
L’Omnibus ridefinisce chi è obbligato a rendicontare, ma non modifica la necessità di gestire i rischi legati alla sostenibilità. I risultati mostrano infatti che questo tipo di rendicontazione è ormai integrata nei processi decisionali per supportare la gestione del rischio, orientare l’allocazione del capitale e rafforzare il dialogo con investitori, clienti e partner.
I dati sulla sostenibilità sono utilizzati attivamente in decisioni aziendali ad alto impatto relativamente a:
Gli intervistati hanno, inoltre, identificato alcuni dei principali benefici derivanti dalle attività di rendicontazione di sostenibilità. Tra questi: una maggiore visibilità sui rischi climatici, operativi e di gestione della supply chain (49,2%); maggiore fiducia degli investitori grazie a informazioni verificabili (43,8%); risposta efficace ai requisiti di audit e reporting di clienti e partner (43,8%); migliore integrazione tra decisioni finanziarie e di sostenibilità (43,3%).
Nonostante il forte impegno nel breve termine, i dati evidenziano una tensione strutturale. Come detto il 90% delle organizzazioni che non hanno obblighi intende continuare a rendicontare, eppure l’84,5% prevede che la riduzione della pressione normativa porterà, nel tempo, a una riduzione delle risorse interne dedicate alla rendicontazione di sostenibilità. Le principali criticità segnalate sono: vincoli di budget (43%); sistemi informativi frammentati (40,7%); scarsa integrazione tecnologica (31%); mancanza di una chiara attribuzione delle responsabilità interne (29,07%). Ne deriva quello che lo studio definisce un “paradosso della sostenibilità”: un’alta consapevolezza del valore strategico del reporting combinata con una possibile contrazione delle risorse a disposizione. In questo scenario, automazione e gestione centralizzata dei dati diventano elementi decisivi per garantire qualità e continuità del reporting. Ciò è particolarmente rilevante in un contesto di crescente frammentazione normativa nella rendicontazione volontaria, con le aziende chiamate a confrontarsi con molteplici framework tra cui VSME, CCF, GRI e ISSB.
Andreas Rasche, Professore presso la Copenhagen Business School, osserva: “I risultati indicano una chiara preferenza per la continuità della rendicontazione tra le imprese esentate dal pacchetto Omnibus I. Questo rafforza il ruolo della rendicontazione volontaria e delle strategie che vanno oltre la conformità normativa nell’agenda futura sulla sostenibilità”.
Alberto Zamora, Co-Founder e Co-CEO di osapiens, aggiunge: “Negli ultimi anni il percorso normativo è stato lineare: più requisiti e più aziende coinvolte. Il pacchetto Omnibus ha invertito questa tendenza. Tuttavia, i dati dimostrano che, anche in assenza di un obbligo, le aziende non arretrano. Hanno compreso che il reporting non è solo una questione conformità, ma uno strumento essenziale per comprendere i rischi, allocare il capitale e crescere in modo sostenibile”.
Lo studio conferma che la rendicontazione di sostenibilità resta centrale nella gestione del rischio e della reputazione aziendale, anche in un contesto di minore pressione regolatoria. Sempre più spesso rappresenta un requisito di mercato, utile per accedere ai finanziamenti, rispondere alle richieste della supply chain e orientare decisioni operative e strategiche sulla base di dati affidabili.
Scarica qui il report completo.
Lo studio osapiens “Beyond Compliance: Sustainability Reporting After the Omnibus” si basa su un’indagine condotta tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Hanno partecipato 403 decisori senior di aziende con oltre 1.000 dipendenti in: UK (100 intervistati), area DACH (100 intervistati), Benelux (101 intervistati), Francia (102 intervistati). Tra i partecipanti: Head of Sustainability, Head of Compliance, CFO, CIO, Head of Supply Chain e Head of Human Rights. Gli intervistati dal Regno Unito gestiscono attività operative nell’UE.
A seguito delle semplificazioni introdotte dall’Omnibus, il 24% delle aziende coinvolte nello studio dovrebbe uscire dall’ambito della CSRD, mentre il 76% resterà soggetto agli obblighi di rendicontazione.
Il questionario strutturato includeva domande a risposta multipla e domande con risposta multipla non esclusiva su fattori che riguardano: supporto interno, integrazione tra sostenibilità e finanza, conformità normativa e standardizzazione della rendicontazione di sostenibilità.
Informazioni su osapiens
osapiens – one platform for sustainable growth
osapiens sviluppa un software che permette alle aziende di promuovere una crescita sostenibile lungo l’intera catena del valore.
L’osapiens HUB, una piattaforma hyperscaler multi-tenant progettata per favorire la collaborazione tra aziende e l’automazione basata sull’intelligenza artificiale, integra oltre 25 soluzioni suddivise in due categorie: Trasparenza, che permette alle aziende di rendicontare dati finanziari e non finanziari, gestire le catene di fornitura, mitigare rischi di ogni tipo (inclusi quelli informatici, commerciali e geopolitici) e garantire la conformità alle normative su prodotti, reporting e supply chain. Efficienza, grazie a soluzioni che consentono una collaborazione con i fornitori basata sull’AI e supportano processi di manutenzione, assistenza e distribuzione per migliorare le prestazioni operative e rafforzare la competitività.
osapiens supporta oltre 2.400 clienti in tutto il mondo, dalle PMI alle grandi imprese globali di diversi settori. Con sede centrale a Mannheim, in Germania, e uffici in tutta Europa e negli Stati Uniti, l’azienda può contare su un team internazionale di oltre 550 dipendenti.
Christian Feuring
External Communications ManagerLo studio di osapiens: 9 aziende su 10 tra quelle escluse dagli obblighi normativi (CSRD) andranno avanti volontariamente con le attività di reporting.
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