Entra in vigore la Direttiva Omnibus I, che restringe l’ambito di applicazione alle società con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro ed estende di due anni i termini per le società che rientrano per la prima volta nell’ambito di applicazione.
Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (CSRD)
La Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese impone alle grandi aziende dell’UE di rendicontare gli impatti e i rischi in materia di sostenibilità secondo i principi della doppia materialità, in conformità con gli Standard europei di rendicontazione di sostenibilità (ESRS). L’Omnibus I ha ristretto l’ambito di applicazione a partire da marzo 2026 alle aziende con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro. Gestisci le valutazioni di doppia materialità, la raccolta dei dati e la rendicontazione secondo gli ESRS su un’unica piattaforma con osapiens HUB.
Prossima scadenza
1° gennaio 2027: inizio del primo anno di rendicontazione ai sensi della CSRD rivista.
Se rientrate nell’ambito di applicazione solo dopo l’Omnibus I, è da questo momento che inizia il periodo per la raccolta dei dati. La prima relazione dovrà essere presentata nel 2028.
Calendario normativo
CSRD dopo l’Omnibus I: una guida pratica per le società della seconda ondata
L'Omnibus I ha ridefinito il panorama della CSRD. Molte società che si stanno preparando per la seconda ondata di rendicontazione devono ora rivalutare il proprio status di ambito di applicazione.
Questa guida illustra le soglie riviste, le tempistiche e i requisiti di rendicontazione, oltre ai passaggi necessari per preparare la governance, la valutazione della materialità e i processi di gestione dei dati.
Cosa imparerete:
- Se la vostra azienda rientra ancora nell’ambito di applicazione
- Quali modifiche ha apportato l’Omnibus I alle soglie, alle tempistiche e all’ESRS
- Cosa comportano la doppia materialità e la garanzia limitata
- Come mappare le fonti dei dati e le responsabilità
- Come costruire un processo di rendicontazione annuale scalabile
Scarica la guida per chiarire la tua posizione rispetto alla CSRD e pianificare i prossimi passi.
(Disponibile in inglese)
Cosa prevede il regolamento
I rapporti CSRD seguono gli standard europei di rendicontazione sulla sostenibilità (ESRS) in quattro aree di informativa: ambiente, sociale, governance e informazioni trasversali che riguardano strategia, materialità, obiettivi, politiche e azioni. I rapporti sono inseriti nella relazione sulla gestione, devono essere contrassegnati digitalmente per la leggibilità automatica e sono soggetti a una verifica limitata a partire dal primo anno.
Dove l’attuazione della CSRD fallisce
Una doppia valutazione di materialità è una metodologia sottoposta a revisione e supportata da prove
La valutazione determina quali temi di sostenibilità vengono inclusi nel rapporto e quali vengono esclusi. Una valutazione non adeguatamente documentata o con un ambito di applicazione mal definito porta a un eccesso di rendicontazione, con conseguente spreco di risorse, oppure a una rendicontazione insufficiente, che comporta il rischio di mancata verifica.
I dati ESRS sono sparsi tra i sistemi ERP, energetici, delle risorse umane e dei fornitori
Le emissioni di Scope 3, le metriche sociali dei fornitori, i dati energetici per sito e quelli sulla diversità del consiglio di amministrazione raramente condividono un formato o un sistema comune. Il loro consolidamento in un unico rapporto richiede un livello strutturato di raccolta dati.
La verifica è limitata fin dal primo anno
Ogni informazione divulgata richiede una fonte documentata, un controllo e una traccia di audit. I revisori applicano alla rendicontazione di sostenibilità gli stessi standard probatori utilizzati per i bilanci.
I requisiti della CSRD continuano ad evolversi
L’ESRS semplificato, le differenze di recepimento a livello nazionale e le sovrapposizioni normative con il CSDDD, la tassonomia UE e il CBAM comportano che il quadro di conformità cambi da un ciclo di rendicontazione all’altro. Gli obblighi confermati in un trimestre potrebbero essere rivisti o estesi prima della presentazione del rapporto.
Doppia materialità, raccolta dati e rendicontazione ESRS su un’unica piattaforma
L’osapiens HUB copre l’intero flusso di lavoro di conformità alla CSRD, dalla valutazione della doppia materialità alla raccolta dei dati ESRS fino alla rendicontazione pronta per la verifica, basata sullo stesso livello di dati degli obblighi relativi a CSDDD, Tassonomia UE e CBAM.
Realizzare una valutazione della doppia materialità sostenibile sulla base di un modello ESRS predefinito
La libreria IRO di osapiens fornisce una base predefinita e mappata secondo l’ESRS per impatti, rischi e opportunità. La matrice di materialità e i dashboard interattivi supportano la definizione delle priorità, la difesa e la revisione man mano che i dati di input cambiano.
Collegare CSRD, CSDDD, la tassonomia UE e il CBAM a un unico livello di dati condiviso
I dati ESRS, le integrazioni tramite API REST con i sistemi ERP e quelli energetici, nonché le strutture di reporting predefinite, garantiscono che i dati raccolti per un obbligo siano disponibili per tutti e quattro. Un dato inserito una sola volta non richiede di essere reinserito per un flusso di lavoro normativo separato.
Fornire una documentazione di livello di garanzia fin dal primo ciclo di rendicontazione
L’osapiens HUB garantisce la tracciabilità completa dei dati, il controllo delle versioni e una chiara separazione tra informazioni obbligatorie, volontarie e quelle da fornire gradualmente. Sviluppata in collaborazione con partner legali, la piattaforma è strutturata per soddisfare i requisiti di garanzia limitata sin dal primo giorno.
Domande frequenti
A seguito dell’Omnibus I, la direttiva si applica alle imprese dell’UE con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro. Si applica inoltre ai gruppi extra-UE che generano un fatturato nell’UE superiore a 450 milioni di euro per due esercizi finanziari consecutivi e che dispongono di una controllata o di una filiale nell’UE con un fatturato superiore a 200 milioni di euro. Le PMI quotate in borsa, originariamente incluse nel campo di applicazione, sono state escluse dall’Omnibus I.
La doppia materialità richiede la rendicontazione su due dimensioni: in che modo le questioni di sostenibilità influenzano l’azienda (materialità finanziaria, la prospettiva «dall’esterno verso l’interno») e in che modo l’azienda influisce sulle persone e sull’ambiente (materialità dell’impatto, la prospettiva «dall’interno verso l’esterno»). La valutazione della doppia materialità determina quali temi vengono inclusi nella relazione e quali vengono esclusi, ed è la parte più attentamente esaminata della conformità alla CSRD nell’ambito della revisione con garanzia limitata.
Un rapporto CSRD copre quattro aree: ambiente (clima, inquinamento, acqua, biodiversità ed economia circolare), sociale (forza lavoro, lavoratori della catena del valore, comunità interessate e consumatori), governance (condotta aziendale) e informazioni trasversali relative a strategia, materialità, obiettivi, politiche e azioni. Le relazioni sono inserite all’interno della relazione sulla gestione, sono contrassegnate digitalmente per garantirne la leggibilità automatica e sono soggette a garanzia limitata.
Sì. La verifica limitata è richiesta fin dal primo anno. L’Omnibus I ha eliminato il passaggio a una verifica ragionevole, precedentemente previsto, rendendo la verifica limitata il requisito permanente. La Commissione Europea deve adottare gli standard di verifica limitata entro il 1° luglio 2027.
Le sanzioni sono stabilite da ciascuno Stato membro durante il recepimento e variano a seconda delle giurisdizioni. Il quadro generale nei paesi che hanno recepito in anticipo prevede multe amministrative, la pubblicazione dei nomi e la responsabilità personale degli amministratori nei casi gravi. Anche le relazioni non conformi o con riserve comportano conseguenze commerciali, poiché banche, clienti e investitori verificano sempre più spesso la conformità delle informazioni fornite alla CSRD.
L’obbligo di rendicontazione permane per le società che soddisfano ancora le soglie riviste. Il cambiamento principale riguarda l’onere dei dati: l’ESRS semplificato, con scadenza il 18 settembre 2026, dovrebbe ridurre il numero di informazioni richieste rispetto agli standard originali del 2023.
Lo standard volontario VSME offre un quadro di rendicontazione più snello, che gode di credibilità presso clienti, banche e assicuratori, e costituisce una risposta difendibile ai questionari di appalto. Le società che utilizzano lo standard VSME possono passare alla rendicontazione ESRS completa se le loro dimensioni o la loro struttura le porteranno a rientrare nell’ambito di applicazione della CSRD nei futuri cicli di rendicontazione.